IL COMMERCIALISTA VENETO
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NUMERO 168 - NOVEMBRE / DICEMBRE 2005
IPSOA
LETTERA APERTA AI CONSIGLIERI NAZIONALI
GIUSEPPE REBECCA
Ordine di Vicenza
Cari colleghi Consiglieri Nazionali,
la gestione delle problematiche che riguardano
la categoria è certamente cosa ardua, come avete
potuto verificare personalmente.
Per ottenere i risultati migliori a vantaggio
della categoria sarebbe necessario che ci
fosse una gestione condivisa in base ad un
progetto, una strategia comune, e ciò è as-
solutamente pacifico. Tutti sappiamo come
le norme elettorali fino ad oggi non abbia-
no consentito, di fatto, la votazione di liste
e/o di programmi. Era quindi lasciato alla
sensibilità e alle caratteristiche dei singoli
consiglieri trovare, in corso di mandato,
accordi o, talvolta, compromessi.
Quanto agli esiti, credo che la base non ne
sia entusiasta.
Dall'esterno, in base alla informazione che
viene data, ci si è fatti l'idea di un Consiglio
sempre spaccato, diviso. In questo lungo
periodo del Vostro incarico si è cambiato il
Presidente, un Consigliere Nazionale si è
dimesso, il Presidente è spesso contestato.
Al di là dei risultati, non è una bella immagi-
ne, né all'interno della categoria, né al-
l'esterno.
A me personalmente piacerebbe essere rap-
presentato da colleghi che lavorano assie-
me, per noi, non che fanno la lotta tra di
loro. Mi piacerebbe che ci fosse una strate-
gia, un progetto di lavoro, e non un vivere alla
giornata. Mi piacerebbe un Consiglio Nazionale
che non si occupi così tanto dell'aspetto unifica-
zione, peraltro importantissimo, ma che si oc-
cupi anche dei nostri problemi, quali l'organiz-
zazione e la struttura degli studi, oggi e soprat-
tutto domani, la comunicazione interna ed ester-
na, e l'immagine, elemento di estrema rilevanza.
Un nuovo Consiglio Nazionale, se eletto in
base ad un programma condiviso (e a livello
dei coordinamenti regionali ciò potrebbe es-
sere fatto), potrebbe forse meglio rappresen-
tarci. Non so se ciò sarà possibile, sotto
l'aspetto pratico. Ad ogni buon conto, osser-
vo come oggigiorno il Consiglio Nazionale sia
sempre più staccato dalla base, e nel suo com-
plesso non sia amato dai colleghi.
Al di là dell'impegno di tutti i consiglieri, al di
là del valore dei singoli componenti, è il risul-
tato finale che manca. Cambiare sarebbe forse
l'unico modo, anche se cruento, per cercare
di soddisfare le esigenze degli iscritti, quelle
esigenze che Voi, cari colleghi, siete chiamati
a rappresentare.
Invito i lettori a volersi esprimere su questo
argomento nel nostro giornale; il dibattito non
può che aiutarci.
Un grazie in ogni caso a tutto il Consiglio Na-
zionale e a tutti i Consiglieri, per quello che
hanno fatto in questi anni.