IL COMMERCIALISTA VENETO
IMPOSTE DIRETTE
NUMERO 168 - NOVEMBRE / DICEMBRE 2005
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L'Irap italiana
e la Gewerbesteuer tedesca
TONY NICOLUSSI
Ordine di Bolzano
nel fenomeno della globalizzazione fiscale
IL FENOMENO DELLA GLOBALIZZAZIONE
interessa non solo il mondo economico, ma
anche il sottostante sistema amministrativo
tributario. Da qui la necessità, da una parte di
modernizzare e snellire tutta la macchina am-
ministrativa, dall'altra di trovare strumenti di
tassazione, nel rispetto della capacità contri-
butiva, equi, ma anche con valenza interna-
zionale, per evitare la concorrenza fiscale
(dumping) degli altri Stati, nonché forme di
doppia imposizione.
In un mondo economico, quale l'attuale di cre-
scita minimale e di grandi spostamenti delle
aree di produzione verso Paesi più convenien-
ti, non è facile per lo Stato trovare forme di
tassazione che garantiscano entrate, se non
crescenti per lo meno costanti, senza neces-
sariamente penalizzare gli operatori economi-
ci nazionali. Non solo, allo scenario interna-
Purtroppo nell'attuale mondo di globalizzazione
si innesca la veloce evoluzione del sistema eco-
nomico - produttivo: cambia l'incidenza dei
singoli fattori di produzione, con forte
penalizzazione della componente lavoro, che
in un periodo di necessaria maggior tutela, si
trova assurdamente ulteriormente colpito da
imposizioni fiscali, quali l'IRAP. Questo in-
centiva il fenomeno, già in atto, di spostamento
della forza lavoro verso Paesi più convenienti,
con conseguente svuotamento della base im-
ponibile (fenomeno del "gatto che si morde la
coda"!).
Gewerbesteuer è sopravvissuta dal 1998 so-
stanzialmente come imposta sull'utile dichia-
rato. È passata quindi da un'imposta reale (tas-
sazione sul valore aggiunto prodotto dalle im-
prese) ad un'imposta sul reddito (tassazione
sul valore aggiunto distribuito dall'imprendi-
tore). L'attuale struttura della Gewerbesteuer
evidenzia tuttavia una serie di problemi, quali
la forte dipendenza congiunturale, l'illimitato
riporto delle perdite degli anni precedenti e delle
compensazioni tra imprese collegate (cd.
Organschaft), la penalizzazione dell'impresa
di produzione rispetto a quella dei servizi e
infine la penalizzazione del capitale proprio ri-
spetto a quello di terzi.
La discussione sulla riforma della
Gewerbesteuer parla della nascita della
Kommunale Betriebssteuer, con base imponi-
bile costituita dall'utile fiscale + gli interessi
netti sui debiti + ca la metà dell'importo degli
zionale si intrecciano le esigenze dovute al
federalismo nazionale.
Tale quadro sembra spiegare e giustificare la
nascita di imposte, quale l'imposta regionale
sulle attività produttive, IRAP.
L'esigenza di garantire un flusso di entrate lo-
cali certo ha portato all'individuazione di una
nuova grandezza reale di tassazione: il valore
aggiunto come sommatoria delle remunerazioni
ai tradizionali fattori di produzione (capitale
terzi, lavoro e capitale proprio), organizzati dal-
l'imprenditore, che appunto dall'organizza-
zione riesce a crearne valore aggiunto.
Trattasi di una grandezza di fondamento in un
mondo teoricamente perfetto: un'impresa sana
difficilmente presenta un MOL negativo. Inol-
tre, anche l'impresa che si avvale di strumenti
di elusione o di agevolazione fiscale, difficil-
mente riesce a sottrarne materia imponibile.
Infine, essendo l'imposta strettamente anco-
rata ai fattori di produzione e quindi alla strut-
tura produttiva esistente, consente la realizza-
zione di una ripartizione territoriale equa delle
risorse finanziarie nazionali.
La nascita di gruppi di imprese e alleanze in-
ternazionali rende il valore aggiunto della sin-
gola impresa relativo. E alla fin fine l'operato-
re economico piccolo- medio, rimasto anco-
rato alla tradizionale produzione locale, si tro-
va all'improvviso spiazzato dalla tassazione
locale e non più concorrente.
Sarebbe dunque opportuno che, senza dover
aspettare il verdetto della Corte Europea sulla
struttura dell'imposta, anche in Italia, come
già in atto in Germania, si inizi una profonda
discussione, perché non è il mondo economi-
co che si adatta all'imposizione fiscale, ma
sono le Istituzioni che devono creare strumenti
fiscali flessibili e dinamici capaci di colpire le
nuove realtà economiche.
In origine anche la Gewerbesteuer in Germa-
nia era nata come un'imposta reale: un'impo-
sta sul valore aggiunto del prodotto interno.
Fino agli anni ottanta la Gewerbesteuer com-
prendeva: l'imposta sul capitale, l'imposta
sull'utile e l'imposta sui salari e stipendi. Dopo
svariate modifiche e abrogazioni la
affitti, locazioni e diritti di licenze (per neutra-
lizzare l'attuale penalizzazione del capitale pro-
prio).
Il principio base della nuova Kommunale
Betriebssteuer è di assoggettare a tassazione
tutti i compensi per l'utilizzo dei fattori di
produzione ad eccezione dei salari e stipendi,
ponendo dei limiti al riporto e alla compensa-
zione delle perdite.
Attraverso eventuali opportune proroghe si
vuole inoltre evitare che tale tassazione com-
porti problemi di liquidità per le imprese sane
in periodi di scarsi utili e per le imprese di
nuova costituzione.
In ogni caso la nuova tassazione dovrebbe
riguardare le singole imprese e solo le imprese
con utili.
Pur rilevando le differenze tra l'IRAP in Italia
e la Gewerbesteuer in Germania, si evidenzia
come, per garantire l'equilibrio tra crescita
economica e bilancio nazionale e regionale, sia
opportuno la creazione di forme di tassazione
locali in Europa omogenee.