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NUMERO 183 - MAGGIO / GIUGNO 2008
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Albo unico, primi sei mesi
IL COMMERCIALISTA VENETO
SEGUE DALLA PRIMA
mercialisti e gli Esperti Contabili è ascoltata e tenuta
in considerazione da tutti gli interlocutori assai più di
quanto non accadeva in passato.
Questo merito non riteniamo certo che vada ascritto
alla maggiore o minore autorevolezza di chi, come il
sottoscritto, ricopre pro tempore il ruolo di rappre-
sentanza, essendo piuttosto da ricondurre alla mag-
giore forza che una voce unica assomma in sé rispetto
alla mera sommatoria di due voci distinte, come acca-
deva fino al 31 dicembre 2007, per altro molto spesso
in dissonanza tra loro per ragioni di visibilità, prima
ancora che per concreta divergenza di opinione sulle
questioni.
Sotto questo profilo, bisogna riconoscere che l'Albo
Unico è il presupposto stesso per la positiva conclu-
sione di dibattiti, come quello sulla semplificazione
degli adempimenti per il deposito presso il Registro
delle Imprese degli atti di cessione delle quote di srl,
che non avrebbero mai trovato l'attenzione delle Isti-
tuzioni e la sponda della politica in mancanza di una
completa unità di rappresentanza e di pensiero degli
unici professionisti dell'area giuridico-economica e
contabile riconosciuti come tali dallo Stato, nel rispet-
to del dettato dell'articolo 33 della Costituzione.
Questo, ovviamente, senza nulla togliere ai meriti
indiscutibili che, proprio sulla vicenda delle cessioni
di quote, devono essere attribuiti alla passata Confe-
renza degli Ordini del Triveneto.
Le analisi statistiche e le proposte di modifica norma-
tiva hanno avuto infatti il loro primo sviluppo nel
corso del 2007, in seno alla Conferenza allora presie-
duta da Massimo Miani, divenendo poi la base di
partenza dei ragionamenti che il neo-insediato Consi-
glio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli
Esperti Contabili ha portato all'attenzione della politi-
ca (con una buona incisività mi permetto di aggiunge-
re), in occasione della tornata elettorale dello scorso
aprile 2008.
La nuova forza e vitalità della Categoria nel confronto
con la politica e con le Istituzioni del Paese si è però vista
anche su altri temi più che mai caldi per la nostra Profes-
sione. Penso ad esempio alla questione del riconosci-
mento pubblico delle associazioni di diritto privato.
Ad inizio 2008 si era ormai giunti ad una situazione in
cui l'intero dibattito sulla necessità di riforma del
comparto normativo che disciplina le professioni in-
tellettuali (esigenza che noi per primi avvertiamo, a
cominciare dalla necessità di introdurre un modello
societario ad hoc volto a favorire le aggregazioni pro-
fessionali, nel rispetto della prevalenza del capitale
intellettuale su quello economico) era ormai stato stru-
mentalmente appiattito sull'introduzione di un siste-
ma duale Ordini ­ Associazioni che non ha il benché
minimo senso compiuto.
Infatti, laddove vi siano fenomeni socialmente rile-
vanti di lavoro autonomo non regolamentato, non ser-
ve l'introduzione di un sistema duale con riconosci-
mento pubblicistico di una associazione di diritto pri-
vato, essendo assai più logica la regolamentazione
mediante istituzione di un apposito Ordine.
Il "problema" è che questa ovvia soluzione non sod-
disfa le rivendicazioni di tutte quelle Associazioni che
operano in settori che sono già regolamentati sul pia-
no pubblicistico, come tipicamente accade per le nu-
merose associazioni di lavoratori autonomi operanti
in settori che rientrano tra le competenze attribuite
dalla legge ai Dottori Commercialisti ed agli Esperti
Contabili, ancorché in via non esclusiva.
Con l'autorevolezza che discende dall'unitarietà della
rappresentanza, abbiamo messo a nudo, anche
impietosamente, le palesi contraddizioni di una batta-
glia di stampo sindacale che nulla ha a che vedere con
i veri obiettivi di una riforma delle libere professioni.
Siamo andati dall'Autorità Garante per la Concor-
renza e per il Mercato e, con una sola voce, abbiamo
dimostrato la strumentalità di chi aggrediva il nostro
Albo definendolo un ente inutile (in quanto privo di
esclusive), ottenendo sostanziale riconoscimento sul
fatto che, ben lungi dall'essere inutile, un Albo come il
nostro costituisce una delle stelle polari verso il quale
dovrà tendere l'intero comparto delle professioni,
poiché i professionisti che sono ad esso iscritti coniu-
gano l'offerta della loro prestazioni professionali in
regime di libero mercato con la tutela pubblicistica
che discende dall'appartenenza ordinistica.
In numerose altre occasioni abbiamo potuto toccare
con mano la forza che una Categoria unita può vanta-
re anche nei rapporti con i media, permettendoci il
lusso di non fare gli inserzionisti che comprano spazi,
come un po' tutti gli enti fanno, perché, quando sei
autorevole ed hai un messaggio da comunicare, è il
contenitore che viene a cercare te per la qualità del
contenuto che offri.
L'unità e l'armonia di intenti che si è subito instaurata
a livello nazionale ha poi permesso di procedere im-
mediatamente al superamento di dannose duplicazioni
di strutture, come ad esempio si sarebbe potuto verifi-
care se delle due fondazioni scientifiche (Aristeia e
Luca Pacioli) non avessimo saputo trovare la sintesi e
la sinergia per creare un unico Istituto di Ricerca dei
Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Operazione quest'ultima che è stata l'ineludibile pre-
messa all'avvio del progetto delle "Circolari del
CNDCEC", ossia di documenti interpretativi che,
seppur redatti a cura dell'Istituto di Ricerca, hanno
l'imprimatur del Consiglio Nazionale e rappresenta-
no l'orientamento ufficiale della Categoria sulle
tematiche tecniche di volta in volta affrontate.
Sulla qualità tecnica di questi documenti non mi soffermo
neppure, perché l'attestato più chiaro è lo spazio che
essi trovano su quotidiani e riviste, sia in termini di
vera e propria corsa alla richiesta di pubblicazione, sia
in termini di citazioni e richiami negli articoli di com-
mento di penne di chiara capacità tecnica.
Il processo di unificazione non è ovviamente portato-
re di soli vantaggi, ma riserva anche difficoltà
applicative e in alcuni casi, a seconda della qualità
degli uomini che vivono nelle istituzioni e negli orga-
nismi della professione, anche relazionali.
Se però nei business plan si è soliti ragionare metten-
do in preventivo che, mentre i costi si rivelano imman-
cabilmente certi, i ricavi sono ben lungi dall'esserlo,
ecco che dopo questi primi sei mesi possiamo dirci
soddisfatti per dei risultati che dimostrano come in
questo caso stanno puntualmente arrivando non sol-
tanto i primi, ma anche i secondi.
dire che siamo importanti, bravi e tanti e che quindi
qualcosa ci doveva esser riconosciuto. Risulta-
to zero! Anzi ci hanno affibbiato, a ricavo nullo,
una immensità di nuovi adempimenti. Ci voleva
qualcosa di nuovo! Un nuovo approccio più
scientifico e moderno e soprattutto ciò che chie-
devamo non poteva più rappresentare un esclu-
sivo ritorno per la categoria ma un plusvalore
sociale. Da qui dal Triveneto un'approfondita
ricerca, che ha avuto l'onore di girare per stralci e
con diverse carte intestate in più uffici di catego-
ria e a livello parlamentare, un rapporto con i par-
L'EVENTO VIRTUOSO
lamentari di tutte le forze politiche franco e aper-
to, ma soprattutto operativo, con proposte
formalizzate e condivise, poi canalizzate a livello
parlamentare. Da ultimo un Consiglio Nazionale
e un Presidente che ci hanno creduto e che lo
hanno inserito tra i principali obiettivi program-
matici da raggiungere. Certo ci sono Colleghi e
strutture che hanno reso possibile tutto ciò ma
sembrerebbe banale citarle, anche solo per il ri-
schio di dimenticarne qualcuno: è un ottimo ri-
sultato di tutta la categoria, per il sistema econo-
mico e per i cittadini.
Qualche parola per i nostri competitor e sui loro
metodi di propaganda? Direi di no. Chi ha avuto
modo di vedere e di leggere le pagine a pagamen-
to dei Notai sui giornali si è già fatto un'opinio-
ne: sicuramente non positiva.
Qualche parola su di noi? Direi di si.
Come sempre massimo rigore professionale
per confermare e rafforzare nei confronti dei
nostri interlocutori quotidiani, del legisla-
tore e dell'opinione pubblica la concreta im-
magine e il ruolo sociale della nostra pro-
fessione.
Prossime frontiere? Forse è presto per dirlo.
Ma qualche semplificazione nel rapporto con il
Registro delle Imprese e Camere di Commercio in
generale non sarebbe un'idea?
SEGUE DALLA PRIMA
ASSOCIAZIONE
LE NEWS
L'Associazione dei Dottori Commercialisti e degli
Esperti Contabili delle Tre Venezie informa che la Pri-
ma Giornata del Triveneto si terrà il 3 ottobre 2008
presso la Sala Palladio dell'Ente Fiera di Vicenza.
Il titolo della tavola rotonda sarà "Il Commercialista
del terzo millennio: un obbligo o un'opportuni-
?". L'incontro si terrà nella mattinata e vedrà
la partecipazione del Dr. Bacialli, quale moderatore, e
del Dott. Siciliotti, quale Presidente del Consiglio Na-
zionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabi-
li, nonché l'intervento di personalità della politica (On.
Brunetta, Ministro Zaia, On. Bersani), del giornalismo
(Dott. Massimo Fini), della cultura (Dott. Sabino
Acquaviva), della comunicazione (Dott. Giampietro
Vecchiato), dell'imprenditoria (Dott. Morandini), del
Ministero dell'Economia e delle Finanze e delle Asso-
ciazioni di categoria (commercianti ed artigiani).
Nel pomeriggio sono previsti dei work shops su temi
specialistici. Ecco la prefazione al tema del dibattito:
"In un contesto economico caratterizzato da continui
processi di globalizzazione e internazionalizzazione,
che obbligano le imprese e gli Stati a nuove scelte e
strategie, il Commercialista è certamente colui che, più
di altri, utilizzando le proprie conoscenze e compe-
tenze, può autorevolmente candidarsi ad affrontare
con successo tale nuovo scenario. Viceversa la perce-
zione che spesso emerge della nostra professione è
quella di un mero esecutore di adempimenti imposti
dalla normativa civilistica e fiscale. L'incontro vuole
essere un confronto con le principali categorie econo-
miche e con autorevoli rappresentanti della società
civile, del mondo politico e dell'informazione per cer-
care di far emergere un nuovo modo d'intendere la
figura del Commercialista. Vorremmo che il nostro ruolo
fosse quello di una "bussola" per aiutare i nostri
interlocutori ad orientarsi in questi nuovi scenari mon-
diali consentendo loro di cogliere le migliori opportu-
nità nel rispetto dei principi di etica e deontologici.
Contemporaneamente gradiremmo essere ascoltati, ma
soprattutto consultati, dal mondo politico nel mo-
mento delle scelte economiche e finanziarie, non solo
per i numeri della nostra categoria, ma ancor di più per
le competenze, la preparazione e l'esperienza che ci
caratterizzano. L'obiettivo è sicuramente ambizioso,
ma siamo consapevoli che esso debba venire persegui-
to cominciando a confrontarci con gli altri soggetti
protagonisti della vita economica e politica del paese e
non debba ridursi ad un semplice dibattito all'interno
della categoria. La domanda provocatoria contenuta
nel titolo del dibattito va in questa direzione: siamo
pertanto pronti, attenti e disponibili a cogliere i segna-
li che verranno lanciati, consci dell'importanza e del
prestigio della nostra professione."
Si ricorda l'ingresso alla Prima Giornata del Triveneto
è gratuito e la partecipazione all'intera giornata asse-
gna 8 crediti formativi.
Prima Giornata
il 3 ottobre 2008
a Vicenza