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NUMERO 183 - MAGGIO / GIUGNO 2008
IL COMMERCIALISTA VENETO
SD09E Carpenteria in le-
gno, falegnameria e prodotti
vari in legno,
e contempla ben 22 diverse
attività molto eterogenee tra
loro; nel TD09A, infatti,
sono comprese attività che
vanno dalla fabbricazione di
pavimenti in parquet, alla
fabbricazione di porte e fine-
stre in legno, dalla fabbrica-
zione di casse funebri, ai la-
boratori di tappezzeria.
Questo comporta che lo stu-
dio interessi una platea di im-
prese talmente ampia e con
caratteristiche così diverse da
non riuscire a produrre una
rappresentazione adeguata
delle peculiarità di ciascuna.
Infatti considerando, ad esem-
pio, solo l'attività di produ-
zione delle sedie, le fasi lavo-
rative prese in considerazio-
ne nello studio risultano del
tutto insufficienti a caratteriz-
zare gli elementi specifici di
ogni singola impresa.
Per quanto riguarda i beni
strumentali, molte perplessità vengono
evidenziate sull'elenco riportato nello studio di
settore dei macchinari/attrezzature per la produ-
zione e la lavorazione delle sedie. Il modello ri-
porta, infatti, dei beni strumentali del tutto
obsoleti e non più utilizzati dalle imprese e non
tiene in nessun conto l'innovazione tecnologica
avutasi nel mercato delle macchine. Altro elemen-
to fondamentale risulta l'assenza di qualsiasi ri-
ferimento dell'indicazione del grado di utilizzo
dei macchinari detenuti (nel Distretto capita spes-
so che un'azienda per specializzarsi in più fasi di
lavorazione di piccole serie di sedute detenga
molte attrezzature, ma ne utilizzi poche; certamen-
te quest'impresa sarà diversa da un'altra che ef-
fettua poche lavorazioni utilizzando molto i pro-
pri macchinari); il questionario, inoltre, nulla chie-
de in merito all'anno di acquisto dei beni stru-
mentali (un macchinario realizzato 10 anni fa avrà
certamente una resa produttiva inferiore di un
sofisticato robot acquistato da qualche mese).
Abbiamo già evidenziato che nel Distretto della
sedia, vi sono moltissime imprese subfornitrici
specializzate in una o più fasi di lavorazione. Lo
studio di settore, anche a causa delle semplifica-
zioni introdotte quest'anno per le imprese
multiattività, non sembra poter cogliere le diffe-
renze tra imprese che svolgono diversi tipi di la-
vorazioni più o meno complesse (ben diversa,
infatti, è un'azienda che si occupa della sola
essicazione del legno da un'impresa che leviga
e/o vernicia i componenti della sedia).
Andando ora ad esaminare la classificazione ter-
ritoriale dei comuni compresi nel Distretto della
Sedia, così come aggiornata dal D.M. 6 marzo
2008, si rilevano numerose discrasie e contro-
sensi che fanno dubitare, ancora una volta, sul-
l'effettiva valenza dello strumento accertativo in
oggetto. Si riporta di seguito la tabella con la
classificazione dei Comuni del Distretto.
Lo studio TD09A, la crisi del settore
e i possibili correttivi
Venendo ora ad esaminare se ed in quale modo lo
studio di settore abbia tenuto conto nel calcolo
dei ricavi presunti della profonda crisi che sta
attraversando il Distretto della Sedia, si rileva la
presenza nel modello TD09A di un correttivo che
risponde alla congiuntura negativa che sta inve-
stendo il settore mobile; si evidenzia, infatti, la
rettifica congiunta ex X03 e X04 che porta ad una
riduzione del livello di congruità qualora i consu-
mi di energia ed i ricavi diminuiscono nell'anno
di applicazione dello studio rispetto all'anno cui
fanno riferimento i dati utilizzati per la costruzio-
ne dello studio di settore. Tale correzione appare
del tutto irrilevante e non rappresenta certo la
grave crisi economica che ha investito in parti-
colare la Zona friulana della sedia.
Il panorama fin qui definito molto sinteticamente
certamente non ci fa ben sperare in merito ad una
possibile affidabilità delle stime di ricavi presen-
tataci dai livelli di congruità di Gerico. A tal fine
sarebbe certamente necessario un aggiornamen-
to più frequente dei dati che stanno alla base dei
calcoli del software, ma anche un maggiore
adeguamento degli studi di settore alle realtà lo-
cali. Per venir incontro a quest'ultima esigenza
erano stati istituiti nel 1999 gli Osservatori pro-
vinciali sparsi su tutto il territorio nazionale. Tali
organi avrebbero dovuto svolgere un ruolo fon-
damentale cioè individuare quelle specificità lo-
cali che non venivano colte dallo studio sulla
territorialità e segnalare eventuali situazioni non
rappresentate dallo studio di settore. Non sem-
bra che gli Osservatori provinciali siano stati
molto attivi ed efficaci in tal senso, e, proprio per
questo, con provvedimento del 8 ottobre 2007,
sono stati costituiti gli Osservatori regionali che
vanno a sostituire man mano gli organi prece-
denti.
I nuovi Osservatori hanno specificatamente la
Comune
Territorialità comparto
lavorazione del legno
Territorialità comparto
fabbricazione di mobili
Territorialità generale
Aiello 1 5
1
Buttrio 1 1
3
Chiopris Viscone
1
5
1
Corno di Rosazzo
1
5
1
Manzano 4
3
3
Moimacco 3
5
1
Premariacco 3
2
1
Pavia di Udine
1
5
1
S. Giovanni al Natisone
3
3
3
San Vito al Torre
1
5
1
Trivignano Udinese
1
5
1
Livelli di territorialità comparto lavorazione del legno:
Gruppo 1: aree despecializzate o completamente prive di attività imprenditoriali nel settore
Gruppo 2: aree ad elevata specializzazione e concentrazione nella lavorazione del sughero
Gruppo 3: aree fortemente specializzate nella lavorazione del legno
Gruppo 4: aree metropolitane e aree integrate con i distretti produttivi del mobile.
Livelli di territorialità comparto fabbricazione dei mobili:
Gruppo 1: aree despecializzate o completamente prive di attività imprenditoriali nel settore
Gruppo 2: aree mediamente specializzate ma con un significativo grado di concentrazione
Gruppo 3: aree ad elevata specializzazione e concentrazione
Gruppo 4: aree metropolitane ad alto tasso di industrializzazione e con elevata concentrazione nella fabbricazione del mobile
Gruppo 5: aree con forte specializzazione nelle produzioni mobiliere.
Livelli di territorialità generale:
Gruppo 1: aree con livello di benessere elevato, istruzione superiore, sistema economico locale organizzato,
Gruppo 2: aree con livello di benessere non elevato, bassa scolarità, sistema economico locale poco sviluppato
e basato prevalentemente su attività commerciali,.
Gruppo 3: aree ad elevata urbanizzazione con notevole grado di benessere, istruzione superiore e caratterizzate
da sistemi locali con servizi terziari evoluti
Gruppo 4: aree caratterizzate dalla presenza di piccoli comuni con organizzazione spiccatamente artigianale
dell'attività produttiva e livello medio di benessere
Gruppo 5: aree di marcata arretratezza economica, basso livello di benessere e scolarità poco sviluppata.
funzione di individuare, nell'ambito territoriale
della Regione, l'eventuale esistenza di specifi-
che condizioni di esercizio delle attività econo-
miche a livello locale, rilevanti sia ai fini della
revisione degli studi di settore che della relativa
applicazione in sede di accertamento. Sia le nuo-
ve condizioni di operatività sia le nuove funzioni
più specifiche ci fanno ben sperare in merito ad
un contributo concreto degli Osservatori Regio-
nali finalizzato ad un maggior contatto degli stu-
di di settore con la realtà economica del Paese.
Possiamo dire che all'incontro con l'Ordine di
Udine, il rappresentante dell'Osservatorio Regio-
nale ha già dato prova di un'effettiva volontà di
recepire le peculiarità delle varie aree economi-
che del Friuli Venezia Giulia chiedendo una stret-
ta collaborazione anche con gli ordini professio-
nali che in provincia di Udine si sono già mossi
in tal senso. In merito al Distretto della Sedia,
infatti, verrà presto sottoposto all'Osservatorio
un documento che riporta gli aspetti di criticità
più rilevanti degli studi di settore applicati fino
ad ora; ci si auspica che queste osservazioni ven-
gano recepite al più presto anche da parte degli
organi centrali al fine di porre in atto i necessari
correttivi. In conclusione si desidera rilevare che
oramai il recepimento delle peculiarità territoriali
nell'elaborazione degli studi di settore è consi-
derato fattore essenziale per dare valenza a tale
strumento accertativo. Questo è provato anche
dal fatto che il Governo, nel D.L.25 giugno 2008
n.112 (la cd. Manovra d'estate), ha previsto che, a
decorrere dal 2009, l'elaborazione degli studi di
settore sia effettuata anche su base regionale o
comunale (chissà perché non anche su base pro-
vinciale?!). L'attuazione di tale direttiva, demandata
ad apposito decreto, non sarà immediata ma do-
vrà avvenire con criteri di gradualità entro il 31/12/
2013 e prevede anche, come fattore di non poco
rilievo, la possibile partecipazione dei Comuni al-
l'elaborazione degli studi di settore.
Studi di settore e attività economiche in difficoltà
SEGUE DA PAGINA 21