NUMERO 183 - MAGGIO / GIUGNO 2008
21
Studi di settore e attività
economiche in difficoltà
NORME E TRIBUTI
CHIARA REPETTI
Ordine di Udine
IL COMMERCIALISTA VENETO
SEGUE A PAGINA 22
T
utti ben sappiamo che lo studio di set-
tore, in quanto modello costruito su
base statistica, è atto a rappresentare
la realtà di un campione di soggetti
che operano in condizioni di normalità economi-
ca e non risulta invece idoneo a recepire le pecu-
liarità né dell'operatore economico né della spe-
cifica realtà in cui esso opera. In questi ultimi due
anni, in particolare, sono sta-
ti introdotti e/o perfezionati
svariati strumenti atti a mi-
gliorare l'analisi effettuata
dagli studi di settore e di con-
seguenza a renderne mag-
giormente affidabile la stima
del ricavo presunto. Si rile-
va, per esempio, la massic-
cia introduzione di correttivi
destinati sia alla generalità
dei contribuenti (ad esempio
riguardanti gli apprendisti)
sia a particolari categorie di
soggetti. Tali correttivi pos-
sono operare sugli studi in
modo automatico o posso-
no essere "attivati" e utiliz-
zati dagli Uffici finanziari in
sede di contraddittorio con
il contribuente. Nell'ambito
dei correttivi automatici e
con riferimento agli studi
approvati in evoluzione a
decorrere dal periodo d'im-
posta 2007, sono stati predi-
sposti:
- correttivi di tipo "congiun-
turale" introdotti solo in
qualche studio la cui attività
è interessata da particolari
situazioni di crisi economica
(essi riguardano, ad esempio, i settori del tessile
e delle calzature);
- correttivi "specifici" necessari a favore di parti-
colari tipologie di attività (applicati, ad esempio,
alle farmacie, all'edilizia, all'attività di locazione
immobiliare,...).
E ancora, con il decreto del 6 marzo 2008 relativo
all'"Individuazione delle aree territoriali", sono
stati aggiornati i correttivi territoriali che tengo-
no in considerazione il contesto ambientale in
cui una attività viene svolta. Già dal 1999, infatti,
nella predisposizione degli studi di settore, si è
tenuto conto di determinate analisi sulla
territorialità con la finalità di differenziare i ricavi
stimati dallo studio in relazione alla realtà econo-
mica ed alle caratteristiche territoriali in cui il sog-
getto opera. Con il decreto del marzo 2008, è sta-
ta definita una nuova classificazione della
territorialità generale, aggiornata sulla base delle
ultime banche dati a disposizione che tiene con-
Lo studio "TD09A" nell'ambito di un distretto industriale in crisi
to del livello di benessere e dello sviluppo socio-
economico del territorio, pervenendo a diverse
classificazioni dei comuni italiani. A seguito, quin-
di, di questo massiccio utilizzo di correttivi, ci si
chiede se essi davvero portino gli studi di setto-
re a rappresentare in modo attendibile le realtà
economiche del nostro Paese. Certamente leg-
gendo lo studio compiuto sui correttivi territo-
riali e riportato su Il Sole 24 Ore del 12 maggio
scorso qualche dubbio sorge; nell'articolo, in-
fatti, viene rilevato come secondo i calcoli effet-
tuati dagli studi di settore i livelli di congruità di
un fiorista a Roma e a Catania siano identici, e lo
stesso vale anche per un'attività alberghiera sita a
Lodi - Cuneo - Como - Catania - Perugia - Sorrento
- Viterbo. E' importante comunque tener sempre
ben presente che, dal momento della raccolta dei
dati tramite i questionari a quello dell'applicazione
dello studio di settore, possono passare anche
diversi anni e questo, già di per sé, comporta una
scarsa attendibilità dei calcoli di Gerico a rappre-
sentare la situazione "reale" del soggetto econo-
mico e della realtà in cui opera.
Studi ed attività economiche in crisi
Il 20 giugno scorso è stato organizzato dall'Ordi-
ne dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Con-
tabili di Udine all'interno del Distretto friulano
della Sedia un incontro sulle problematiche ine-
renti l'applicazione e la valenza degli studi di set-
tore in un'area che sta attraversando, già da anni,
una crisi economica molto profonda. Il cd. Trian-
golo della Sedia da sempre ha
costituito un punto di riferimen-
to fondamentale per l'industria
delle sedute; il Distretto inizial-
mente comprendeva solo tre co-
muni nella provincia di Udine
(Manzano, San Giovanni al
Natisone e Corno di Rosazzo)
ma, con gli anni, si è allargato
nei paesi limitrofi arrivando ad
estendersi su un'area di undici
località. La maggior parte delle
imprese presenti nel Distretto ha
una dimensione che va dalla
medio-piccola alla piccolissima
ed è caratterizzata da un livello
di specializzazione molto eleva-
to; nella zona, infatti, il ciclo di
produzione della sedia viene
completato grazie all'integrazio-
ne tra le varie aziende e questo
comporta la forte presenza di im-
prese subfornitrici qualificate
nelle singole fasi della filiera pro-
duttiva: segagione, essicazione,
levigatura, assemblaggio, verni-
ciatura. Da diversi anni le impre-
se del distretto sono coinvolte
in una fortissima recessione cau-
sata sia da fenomeni di mercato
(concorrenza soprattutto dei
paesi dell'Est-Europa) sia da
cambiamenti nelle strategie di produzione
(delocalizzazione all'estero delle fasi di lavora-
zione). In uno studio effettuato dalla Camera di
Commercio di Udine, si rileva che dal 2000 al 2007
le imprese attive nel Distretto si sono ridotte di
circa il 20 per cento. Durante il convegno orga-
nizzato dall'Ordine di Udine i relatori, dopo aver
fatto il punto sulla situazione odierna delle impre-
se nella zona, si sono soffermati sull'analisi dei
punti critici riscontrati nella metodologia di forma-
zione e calcolo dello studio di settore applicato
alle imprese del Distretto nel settore "sedia".
Le criticità dello studio TD09A
Lo studio di settore TD09A applicato per il 2007
nasce come evoluzione di tre studi di settore:
SD09A Mobili e sedie
SD09B Poltrone e divani