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NUMERO 183 - MAGGIO / GIUGNO 2008
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L'INTERVISTA
GIUSEPPE MENZI
LUCA CORRÒ
Ordine di Venezia
Chi è il dott. Giuseppe Menzi
IL COMMERCIALISTA VENETO
Giuseppe Menzi è Amministratore
Delegato di Banca Antonveneta.
Torinese, 56 anni, ha percorso la sua
carriera all'interno del Gruppo
Montepaschi con vari ruoli fino a
divenire, nel giugno del 2001, direttore
generale di Banca Agricola Mantovana,
incarico che ha ricoperto fino al 2006
quando è stato nominato vicedirettore
generale vicario di Banca Mps.
Dal giugno 2006 fino al suo passaggio
in Antonveneta ha ricoperto l'incarico
«I dottori commercialisti devono saper
interpretare il cambiamento economico in atto»
SEGUE A PAGINA 4
Dott. Menzi partiamo parlando naturalmente di Antonveneta. I dot-
tori commercialisti delle Tre Venezie hanno reputato per anni questa
banca un riferimento del Territorio per le loro operazioni e per la loro
clientela; dopo le note traversie che hanno portato ad una perdita
del "contatto", ecco che arriva l'acquisizione di MPS. Le vostre in-
tenzioni le abbiamo lette nei giornali. Concretamente: come intendete
recuperare il terreno perduto? Cosa dobbiamo aspettarci da voi?
Vogliamo ripartire proprio dal "contatto" di cui Lei parla e più che di
"contatto" intendo parlare di vera e propria "vicinanza" con gli opera-
tori economici locali. La strategia sottesa al Piano Industriale di
Montepaschi era sintetizzata dal binomio "tempo e spazio": ecco, noi
chiediamo di essere misurati sulla velocità di risposta, sull'efficacia
della consulenza, sulla prossimità della nostra presenza.
Cosa, invece, voi vi aspettate dalla nostra categoria per agevolare
questo nuovo incontro tra Territorio e la Nuova Antonveneta targata
MPS? Ma, prima di tutto, mi chiedo se costituiamo, a vostro avviso,
un soggetto con cui intendete interloquire, e come?
Una grande banca come Antonveneta deve porsi, tra i tanti, un obiet-
tivo: sviluppare la sua presenza attiva sul mercato realizzando una dif-
fusione migliore e più selettiva dei suoi servizi. Sappiamo bene come la
crescente diffusione di nuovi mezzi di comunicazione e di strategie di
prezzo sempre più improntate al ribasso si traducano per gli utenti ban-
cari in possibilità di scelta sempre più ampie e diversificate. Allora cre-
do che la vostra categoria professionale possa realmente contribuire a
trasformare questa situazione di instabilità in un vantaggio competitivo.
Come? Assumendo il ruolo di "sensori" dei vostri clienti e stimolando-
ci a riflettere sul livello di qualità nell'erogazione dei nostri servizi. Que-
sto potrebbe consentirci di passare dall'"efficienza" all'"eccellenza".
Del resto Antonveneta e Montepaschi hanno una lunga storia di rela-
zione con i professionisti che consideriamo strategici per la realizzazio-
ne dei progetti relativi ai territori di competenza. Continueremo in que-
sta tradizione e implementeremo il dialogo con i commercialisti e le altre
categorie professionali.
Come giudica il ruolo e la funzione del dottore commercialista in
questo specifico territorio ed in questa fase storica ed economica ?
Da una parte c'è questo territorio, un territorio ricco di dinamicità,
dove l'idea di "impresa" è sinonimo di positività, di crescita collettiva,
di sviluppo. Dall'altra c'è il momento attuale, che dal punto di vista
economico viene definito "di grande incertezza". Proviamo a cambiare
prospettiva e definizione, assumiamo un atteggiamento di propositività
e immaginiamo che si tratti di un periodo di "transizione". Ecco allora
che appare un panorama di opportunità da cogliere a patto di saper
guardare. Voglio dire che è vero che stanno cambiando i riferimenti,
anche in campo economico e finanziario, ma saper gestire il cambiamen-
to è una capacità fondamentale in quanto oggigiorno è la sola costante
all'interno di ogni contesto aziendale. La gestione di una fase di cam-
biamento richiede comunicazione, comprensione, fiducia, positività e
creatività, stimolando la partecipazione e la responsabilità a tutti i livel-
li. Credo che ai dottori commercialisti ed esperti contabili venga chiesto
di interpretare il cambiamento in atto e di svolgere un ruolo sempre più
importante in stretta simbiosi con gli imprenditori, nostri comuni clienti.
Le trasferisco dei rumors della nostra categoria: ci sentiamo un po'
snobbati dagli industriali che vogliono fare -tramite le loro catego-
rie- il nostro lavoro; pressati dalle società di consulenza internazio-
nali che blandiscono i nostri migliori clienti; infastiditi dalle Asso-
ciazioni di categoria che concorrono sul prezzo sulla nostra cliente-
la storica; nauseati dai "consulenti" senza titoli con cui ci troviamo
sempre più spesso a lavorare in tema di economia, processi indu-
striali e finanziari. Voi banchieri ci riconoscete oggi un ruolo ed una
specifica competenza e, se sì, quale? se no, perché? Mi consenta una
battuta provocatoria: il recente rinnovo del consiglio di ammini-
strazione di Antonveneta non ci vede parte del Territorio?
Penso di aver già in parte risposto a questa domanda. Sono convinto
che la concorrenza sia il sale del mercato e, almeno per Antonveneta, i
dottori commercialisti rappresentano da sempre dei naturali "compa-
gni" di viaggio. La nostra economia si basa su organizzazioni in cresci-
ta, quando le aziende crescono, aumenta il valore delle azioni. Quando
c'è crescita ci sono carriere brillanti e progresso, e per quanto nessuna
crescita sia mai eterna - ce lo insegna la storia -, le esperienze che siamo
in grado di accumulare ci arricchiscono e ci accompagnano per l'intero
viaggio della nostra vita.
Leggiamo di una crisi finanziaria internazionale; vediamo come
operatori, nel mercato e nel Territorio, una notevole carenza di li-
quidità da parte del sistema creditizio con comportamenti di affida-
mento ed impiego verso la clientela di forte selezione, talvolta quasi
"isterici"; che chiave interpretativa dare al fenomeno? quale sarà la
condotta di Antonveneta/MPS nel nostro Territorio? cosa consiglia-
re ai nostri clienti?
Antonveneta punterà, come ho già detto, sulla vicinanza ai clienti,
sulla velocità, sulla professionalità degli operatori presenti sul territo-
rio, sulla qualità delle relazioni. E poi, punterà sull'orgoglio di apparte-
nere ad un gruppo -il terzo per dimensioni in Italia- che dispone di una
gamma di prodotti ampia e diversificata, in grado di soddisfare ogni
esigenza finanziaria. Ai vostri clienti, ma non solo, consigliamo di avere
fiducia in Antonveneta, che pensiamo possa dare continuità alla pro-
pria azione ed essere ancora sostenitrice di un processo di crescita
della "locomotiva" del Nord Est.
Dott. Menzi, molto francamente e senza tattiche, a vostro giudizio di
tecnici e di uomini di mercato, cosa ci manca, cosa non abbiamo
di vicedirettore generale vicario di Banca Monte dei Paschi con la
responsabilità della direzione governo, patrimonio, costi e investi-
menti.