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NUMERO 183 - MAGGIO / GIUGNO 2008
IL COMMERCIALISTA VENETO
che non rientrano nel calcolo dell'attivo.
La liquidazione è annuale, ma possono essere previsti acconti mensili, e l'aliquota
è del 1%.
L'imposta sui redditi della terza categoria (Renta de las empresas y ciertos auxiliares
del comercio) può considerarsi in alcuni casi un acconto di tale imposta. Una volta
pagata la imposta sui redditi, se questa risulta inferiore alla imposta minima pre-
sunta, si verserà a tale titolo la differenza.
Quando il soggetto passivo di imposta è un non residente, è necessario che venga
nominato nel territorio argentino un rappresentante che operi come responsabile fiscale.
Imposta sul Valore Aggiunto (Impuesto al Valor Agregado)
Il sistema è analogo a quello italiano. Sono assoggettate le vendite di beni mobili ed
i servizi, mentre per quanto riguarda i beni immobili viene colpita solo la prima
vendita e non quelle successive.
L'aliquota generale è del 21%, mentre esiste una aliquota del 10,50% per alcuni beni
di prima necessità ed una aliquota del 27% per alcuni servizi pubblici. La liquida-
zione è mensile, salvo casi particolari.
Imposta sui beni personali (Impuesto a los Bienes Personales)
Colpisce tutti i beni personali di proprietà di persone fisiche esistenti al 31 dicem-
bre di ogni anno. I soggetti residenti devono pagare anche per i beni esistenti
all'estero, mentre i soggetti esteri pagano, attraverso un rappresentante fiscale,
unicamente sui beni esistenti in Argentina. I beni vengono valutati secondo principi
dettati dalla normativa. L'aliquota è dello 0,50% se l'imponibile, al netto delle
esenzioni specifiche, non supera i $ 200.000, altrimenti si applica l'aliquota dello
0,75%. La liquidazione è annuale, con acconti bimestrali.
Imposta Unica (Monotributo)
I piccoli contribuenti possono pagare un tributo cumulativo che comprende l'im-
posta sui redditi e l'imposta sul valore aggiunto.
Imposta sulle transazioni finanziarie (Impuesto sobre los débitos y créditos en
las transacciones financieras)
Colpisce i debiti ed i crediti bancari ed alcuni movimenti per contanti, ad aliquote
differenziate. E' una imposta molto gravosa, visto che la maggioranza delle opera-
zioni di impresa è di tipo bancario e si applica a prescindere dalla capacità contri-
butiva. Per ridurre l'impatto tributario, attualmente il 34% della imposta sui crediti
sulle transazioni finanziarie può computarsi come acconto sulle imposte sui redditi
e sulla imposta minima presunta.
Imposta sul trasferimento degli immobili (Impuesto a la transferencia de
inmuebles)
Colpisce il trasferimento di immobili, effettuato da persone fisiche, che non sia
assoggettata alle imposte sui redditi, con una aliquota del 15 per mille.
Imposte provinciali (Impuestos Provinciales)
Generalmente si tratta di tributi relativi a bolli, licenze, patenti, permessi, immobili
e ricavi lordi.
ZONE FRANCHE IN ARGENTINA
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Brevi cenni storici
Le prime zone franche risalgono a qualche centinaio di anni fa. All'inizio si trattava
di città portuali che per aumentare il volume dei loro commerci permettevano che le
merci entrassero libere da imposte o in modo permanente o in certi momenti del-
l'anno. Già in epoca coloniale furono create zone di libero commercio in vari punti
strategici del commercio mondiale: si possono citare Genova e Napoli (1600), Gibilterra
(1704), Singapore (1819) e Hong Kong (1842). Dopo la seconda guerra mondiale, con
il nuovo impulso del commercio, le zone franche nacquero con forza e a partire dalla
fine degli anni `50 fu sviluppato il sistema di zone franche industriali, le quali oggi
sono sicuramente le più interessanti per le economie dei Paesi emergenti. La prima
zona franca industriale fu creata in Irlanda (Shannon) nel 1959. Molto rapidamente
nacquero quelle di Taiwan, Filippine e Corea nei primi anni del 1960.
Definizione di zona franca
Si può definire zona franca una area fisicamente limitata appartenente ad uno Stato,
però considerato estraneo al suo territorio doganale (in Argentina T.A.G.: Territorio
Aduanero General).
Il Codice Doganale della Repubblica Argentina (Código Aduanero de la República
Argentina, Ley 22.415) dà la seguente definizione di Zona Franca: "Articolo 590:
L'area franca è un luogo dentro il quale la merce non è assoggettata al controllo
abituale del servizio doganale e la sua introduzione e uscita non sono assoggettate
al pagamento di tributi"
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In tale area esiste un regime doganale speciale nel quale tutte le merci di qualsiasi
provenienza possono essere scaricate, immagazzinate, riesportate e trasformate
senza addebito di diritti doganali.
Le zone franche offrono numerosi vantaggi. Fondamentalmente, questo sistema di
favore permette agli importatori di migliorare i propri flussi di cassa posticipando
il pagamento delle imposte ed i diritti doganali. In altre parole, la merce gode dello
status di esenzione da imposte fino a quando non entra nel territorio doganale
argentino. Inoltre la merce può essere sdoganata anche parzialmente, per cui gli
utilizzatori delle zone franche pagano i diritti doganali ed imposte solo sulla parte di
merce che uscirà dalla zona franca, neutralizzando così i costi finanziari per il mante-
nimento delle merci nazionalizzate nel territorio doganale. Come vantaggio addizio-
nale, i servizi (gas, acqua, elettricità) offerti nelle zone franche argentine sono esenti
da imposte nazionali. All'interno delle zone franche, la merce può essere oggetto di
controllo qualità, di cambio di imballaggi, di suddivisioni e qualsiasi altra operazione
che migliori la sua presentazione commerciale o faciliti il trasporto.
D'altro lato, l'ingresso della merce nella zona franca non implica che il suo destino
finale sia il consumo. I beni possono essere trasformati per aumentarne il valore ed
essere riesportati in qualsiasi parte del mondo senza pagare nessun diritto doganale
o imposta. Infine, gli utilizzatori delle zone franche possono esibire i propri pro-
dotti nei loro show rooms all'interno della zona franca, facilitando le loro attività di
marketing e vendita. Le merci possono stazionare nella zona franca per un periodo
massimo di cinque anni.
Obiettivo delle zone franche
Oggi le zone franche non solo hanno come obiettivo l'incremento del commercio
internazionale e, conseguentemente, le esportazioni di uno Stato, ma si prefiggono
anche i seguenti obiettivi:
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migliorare gli indici macroeconomici del Paese
-
creare nuovi posti di lavoro
-
sviluppare la attività industriale
-
attrarre capitali stranieri
-
accedere a nuove tecnologie
-
creare valore aggiunto
-
sviluppare infrastrutture commerciali, industriali e di servizi legate al com-
mercio internazionale
Nell'articolo 4 della Legge 24.331 della Repubblica Argentina, viene definito così
l'obiettivo delle zone franche: "Sviluppare il commercio e la attività industriale di
esportazione, facendo in modo che all'aumento della efficienza e alla riduzione dei
relativi costi segua l'incremento degli investimenti e le assunzioni"
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Tipi di Zone franche
Si possono suddividere in due grandi gruppi:
A.
Zone Franche Commerciali, dove le merci possono entrare, essere scari-
cate e immagazzinate, senza formalità doganali e libere da imposte. Successivamen-
te potranno essere
-
riesportate o
-
introdotte nel territorio doganale, dove dovranno adempiere alle
formalità doganali e tributarie.
B
Zone Franche Industriali, molto diffuse attualmente, dove vengono lavo-
rati prodotti con materie prime introdotte dal territorio doganale o provenienti da
paesi terzi, liberi da imposte. Anche in questo caso, una volte lavorati, i prodotti
possono essere
-
riesportati
-
importati nel territorio doganale previo pagamento delle imposte
doganali.
L'ubicazione delle zone franche argentine
La predetta Legge 24.331 mira a sviluppare il commercio estero e le attività indu-
striali di esportazione con destinazione paesi extra Mercosur. La apertura di ben
ventisette zone franche in Argentina si somma alle altre zone franche esistenti nel
Cono Sur (viene chiamato Cono Sur il triangolo meridionale dell'America del Sud)
come Manaus (Brasile), Nueva Palmira, Montevideo, Colonia, Rivera e San José
(Uruguay). Le zone franche in Argentina si localizzano in 23 province, in aree
vicine ai principali centri produttivi, e sono dotate di adeguate infrastrutture e di
una vasta rete di comunicazione con il resto del Paese.
Tra le principali zone franche della Repubblica Argentina, citiamo:
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Zona Franca La Plata ­ Provincia de Buenos Aires.
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Zona Franca Córdoba ­ Provincia de Córdoba.
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Zona Franca General Pico ­ Provincia de La Pampa.
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Zona Franca de Mendoza ­ Provincia de Mendoza.
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Zona Franca de Justo Daract ­ San Luis.
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Zona Franca de Comodoro Rivadavia ­ Provincia de Chubut.
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Zona Franca de Concepción del Uruguay ­ Provincia de Entre Ríos.
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Zona Franca de Sierra Grande ­ Provincia de Río Negro.
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Zona Franca Rias ­ Provincia de Santiago del Estero.
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Zona Franca de Salta ­ Provincia de Salta.
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Zona Franca de San Juan ­ Provincia de San Juan.
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Zona Franca de Caleta Olivia ­ Provincia de Santa Cruz.
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Zona Franca de Río Gallegos ­ Provincia de Santa Cruz.
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Zona Franca de Villa Constitución ­ Provincia de Santa Fé.
Nelle zone franche argentine attualmente si effettuano attività di magazzinaggio e
di lavorazione industriale, prevalentemente con l'obiettivo di una successiva espor-
tazione dei prodotti.
Investire in Argentina
SEGUE DA PAGINA 9
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Ruben Papa y Fernando Agliano: Las Zonas Francas en Argentina ­ Atti del Congresso EuraAudit International di Città del Messico 2007
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"Artículo 590 ­ Area franca es un ámbito dentro del cual la mercadería no está sometida al control habitual del servicio aduanero y su introducción y extracción no
están gravadas con el pago de tributos."
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" Impulsar el comercio y la actividad industrial exportadora, facilitando que el aumento de la eficiencia y la disminución de los costos asociados a las actividades que se desarrollan
en ellas, se extiendan a la inversión y el empleo".